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Lalimentare stabilizza linflazione. Lo dice la Confagricoltura, mettendo a confronto alcuni capitoli di spesa (alimentare, abbigliamento, abitazione, e così via) delle principali famiglie italiane. Lalimentari presenta infatti un ritmo di crescita dei prezzi inferiore a quello di diversi altri importanti capitoli di spesa e prendendo a base lanno 1995, per il quale lIstat ha aggiornato le elaborazioni, rispetto ad Agosto 2004 si ha un incremento del 22% per i prodotti alimentari, del 27% per labbigliamento e calzature, del 30% per labitazione, acqua, elettricità ed energia, del 38% per gli alberghi, ristoranti e pubblici esercizi.
Per lEurispes, il patto per il congelamento dei prezzi stipulato dal Governo con la grande e media distribuzione dovrebbe produrre un rallentamento dellinflazione pari allo 0,01% ossia allo 0,1 per mille. Ciò significa che il consumatore risparmierebbe 10 centesimi ogni mille euro di spesa.
Daltronde, secondo la Coldiretti, i prezzi pagati oggi agli imprenditori agricoli allorigine sono mediamente ridotti del 4% rispetto a prima dellentrata in vigore delleuro ma i consumatori non ne hanno beneficiato per colpa degli effetti distorsivi di un mercato nel quale si assiste invece ad una drammatica moltiplicazione dei prezzi dal campo alla tavola.
Così, sulla base dei dati Nomisma, per ogni euro speso dai consumatori nell'acquisto di prodotti alimentari ben 48 centesimi vanno al commercio ed ai servizi, 31 all'industria alimentare e solo 22 centesimi alle imprese agricole.
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