Anno 4 n. 76 - 22 Luglio 2004

IN BREVE

1019 arrivano
i controlli
Contenitori,
sigilli, etichette
e registri
dell’ICRF 2004
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L'etichetta
grida
vendetta
Falso Made
in Italy,
indicazioni
ingannevoli,
prodotti che
non sono
quelli indicati:
i risultati
dei controlli
dell’ICRF 2004
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Manca
l'etichetta
Numero Verde
e Consumatori
all’attacco
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Finalmente
multe
per falsi
DOP e IGP
Approvato
il Decreto
Legislativo
che sanziona
le violazioni
delle norme
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Dal latte,
al pomodoro,
all'olio
Nel decreto
sull’etichettatura
arriva
l’obbligatorietà
dell’origine
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IN BREVE
Mntelera...
Origine...
Un marchio...
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Montelera ricorre in sede UE. Ribattono Coldiretti e Fedagri

La Federalimentare ricorrerà in sede europea contro l’approvazione, in Italia, della legge relativa all’obbligatorietà di etichettatura per tutti i prodotti alimentari, in seguito al passaggio definitivo del dibattito legislativo alla Camera dei Deputati. Per Coldiretti la Federalimentare sta scatenando una guerra senza quartiere nonostante la risposta inequivocabile del Parlamento ad una domanda sociale di trasparenza e di completezza delle etichette dei prodotti. “Avrà qualche problema – ha dichiarato il presidente Paolo Bedoni - a spiegare ai consumatori perché considera così scandaloso un principio che alle persone di buon senso appare invece di elementare civiltà. Forse sarebbe più saggio evitare questi toni forti e creare una condizione di dialogo - vogliamo dire di concertazione? - tra le varie componenti della filiera perché si lavori ad una strategia comune di valorizzazione del Made in Italy alimentare”. Per Paolo Bruni, presidente di Fedagri, si deve tentare di non intorbidire le acque della discussione. “Sono comprensibili le motivazione che sorreggono la posizione e le preoccupazioni della Federalimentare ma sarebbe altrettanto comprensibile che la difesa degli interessi di ogni comparto, sia esso industriale, cooperativo o sociale venisse fatta con l’unico obiettivo di perseguire la difesa degli interessi generali del mondo agricolo. Il fatto di prevedere che sull’etichetta di qualsiasi prodotto venga inserita l’indicazione d’origine della materia prima non significa automaticamente aggiungere all’indicazione una connotazione di significato positiva o negativa”.



Origine della materia prima: c’è chi rema contro

Nonostante i controlli lo accertino, contro la richiesta sempre più pressante dei consumatori, alcune forze politiche e d’interessi commerciali continuano a remare contro l’origine obbligatoria in etichetta delle materie prime utilizzate nei prodotti agroalimentari. Lino Rava, capogruppo DS in Commissione Agricoltura della Camera, sostiene che “ un’etichettatura che si basasse esclusivamente sull’origine delle materie prime penalizzerebbe la nostra industria” poiché “per i prodotti alimentari ottenuti dalla trasformazione di prodotti agricoli è sicuramente importante la materia prima ma le caratteristiche sanitarie ed organolettiche dei prodotti finali dipendono anche dalle modalità delle lavorazioni e dalla combinazione degli ingredienti, mix di fattori questo che caratterizza il Made in Italy”.
Per Luigi Rossi Di Montelera, presidente di Federalimentare “la decisione del Governo di blindare l’articolo 1bis del ddl 157/2004 sull'etichettatura di prodotti alimentari e in materia di agricoltura e pesca che introduce l’obbligatorietà dell’indicazione d’origine in etichetta per tutti i prodotti alimentari è incomprensibile” perché “rischia di azzerare la storia del Made in Italy alimentare”. L’Italia infatti “ non produce o produce in quantità, qualità, varietà insufficienti le materie prime necessarie”.



Un marchio Igp per l’Olio d’Oliva Pugliese

Un marchio per garantire una nuova fascia di mercato all'Olio d'Oliva di qualità prodotto in Puglia. Con questo obiettivo si è ufficialmente costituito il Comitato promotore per l'Igp Puglia, presso l'assessorato all'Agricoltura della Regione Puglia, a Bari.
L'idea è emersa a conclusione di un forum sull'argomento al quale hanno partecipato rappresentanti del settore della trasformazione, degli enti di certificazione e delle associazioni dei produttori. L'assessore all'Agricoltura della Regione Puglia, Nicola Marmo, ha sostenuto la necessità di costituire la denominazione Igp come strumento di regolamentazione e di commercializzazione di un prodotto attualmente non adeguatamente collocato sul mercato.




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