Anno 4 n. 76 - 22 Luglio 2004

MONITORAGGIO E DATI
Un terzo del raccolto venduto prima della trasformazione. Lo studio dell’Unapol

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Impegnata nella realizzazione di un programma di raccolta dati relativo al settore oleicolo, l’Unapol - Unione Nazionale Associazioni Produttori Olivicoli presenta le prime proiezioni sui dati raccolti per il Programma di monitoraggio dell’offerta disponibile, dei flussi e dei canali di commercializzazione dell’olio di oliva e delle olive da tavola. Obiettivo dell’attività è quella di realizzare una rete di rilevazione dell’Unione per fornire nuovi dati sul settore, utili anche alla creazione di un archivio oleicolo nazionale che possa essere gestito dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.
Il monitoraggio, a cadenza mensile da Gennaio ad Ottobre, riguarda 3.071 aziende e la loro attività di raccolta, di produzione, di vendita e di stoccaggio dell’olio di oliva e delle olive da tavola della campagna 2003/2004. L’area geografica corrispondente comprende la Sicilia, le province di Reggio Calabria e Vibo Valentia, le province di Taranto, Brindisi, Lecce, Bari e Foggia e l’Abruzzo, per un’estensione di circa 9.250 ettari di terreno con 983.634 piante. Il campione scelto è rappresentativo del 10% di tutte le aziende associate UNAPOL, nello stesso areale. Per il monitoraggio sono stati selezionati e preparati 22 tecnici operanti sul territorio; inoltre è stato realizzato un apposito software per l’informatizzazione e la gestione delle informazioni raccolte.

Secondo i primi dati parziali sul periodo Gennaio-Giugno, durante la campagna 2003/2004 i produttori hanno lavorato (trasformato in olio) il 66% del loro raccolto di olive mentre ne hanno venduto direttamente a frantoi ed a commercianti il 34%.
La resa media del raccolto in olio è stata del 18%, pari a quasi 3,4 milioni di kg di olio di cui il 37% extravergine, il 50% vergine ed il 13% lampante.
A Giugno era stato venduto il 76% circa dell’olio, prevalentemente come prodotto sfuso; in giacenza ne rimanevano invece circa 806mila kg.
Nello stesso periodo, i principali canali di vendita sono stati nell’ordine le cooperative di produttori e frantoiani (47%), la vendita diretta al privato (30%), i commercianti (14%), il canale della ristorazione (0.8%) e l’industria (0.2%); l’8% dell’olio destinato alla vendita è stato utilizzato per l’autoconsumo.
Per quanto riguarda le olive da tavola, la quantità raccolta si è attestata sugli 111mila kg circa, venduta interamente a commercianti locali tra Gennaio e Febbraio. La produzione ha riguardato 7.866 piante per una superficie totale di quasi 51 ettari.

Le varietà coltivate sono state: Agogia, Ascolana, Biancheria, Biancolilla, Carboncella, Caramignara, Castiglionese, Cellina di Nardò, Cerasola, Cima di Mola, Coratina, Cornia, Dritta, Frantoio, Gargnano, Gentile, Giaraffa, Itrana, Leccino, Maurino, Mortina, Nicastrese, Nocellara del Belice ed Etnea, Ogliara, Ogliarola del Vulture e di Lecce, Ogliarola Garganica e Siciliana, Oliva da Olio, Oliva Minuta, Olivastro, Ortice, Ottobratica, Paranzana, Passalunara, Pendolino, Santagatese.

Come previsto dalle linee guida per i programmi finanziati dall’Unione Europea, le informazioni raccolte grazie al monitoraggio vengono periodicamente inviate al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, all’AGEA, all’AGECONTROL e, quali enti interessati, all’INEA ed all’ISMEA. Inoltre l’Unapol provvederà a diffondere i risultati finali dell’indagine presso i produttori e gli operatori del settore e presso gli stessi consumatori. A tal fine sarà tra l’altro attivato un apposito sito web per l’accesso gratuito alla banca dati del progetto.

Il monitoraggio è uno dei 5 progetti presentati all’Unione Europea, secondo quanto stabilito dal Reg.CE 1334/2002, per i quali l’Unapol ha ricevuto un cofinanziamento totale di 1,046 milioni di euro.





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