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Credevamo che dopo la decisione del TAR, i soggetti folli che hanno pensato a questo prelievo ingiustificato si fossero rassegnati. Assistiamo, invece, ad un ritorno di fiamma che spegneremo nei tribunali e fuori perché questa tassa è ingiusta; un vero e proprio sopruso. E stato questo il commento del presidente di Unaprol, Nicola Ruggiero, alla notizia del ricorso del CONOE- Consorzio obbligatorio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetali ed animali esausti, dinanzi al Consiglio di Stato contro la decisione del TAR del Lazio di sospendere sullintero territorio nazionale lapplicazione della tassa di 3,09 euro per tonnellata di olio esausto.
La vicenda è stata innescata allinizio di Marzo quando il Ministero dellAmbiente ha decretato il versamento della tassa per gli olii, a favore del consorzio, secondo il decreto Ronchi del 5 Febbraio 1997 ed il successivo decreto del 27 Novembre 2003.
A metà Maggio il Tar del Lazio aveva accolto la tesi delle associazioni dei produttori che ritenevano illegittima la norma relativamente al consumo dellolio di oliva, prettamente alimentare.
Il CONOE ha quindi fatto ricorso al Consiglio di Stato, contro la decisione del TAR, per far valere i propri diritti anche sulla filiera oleicola.
Di fronte a tale accanimento ha commentato Ruggiero - invitiamo i ministri dellAmbiente, e quello delle Politiche Agricole e Forestali ad approfondire questa incresciosa vicenda e, possibilmente, a porre fine a questa barzelletta. Il decreto impone ingiusti oneri a carico di soggetti che non producono, né importano né detengono oli esausti, non tiene conto delle notorie rilevantissime diversità fra caratteristiche ed utilizzazioni dei diversi oli vegetali e comunque opera ingiuste discriminazioni, anche in riferimento ai grassi vegetali ed ai grassi ed oli animali.

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