Anno 4 n. 71 - 13 Maggio 2004

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ERRATA CORRIGE: Europa pronta all’allargamento (dalle Brevi del n.70)

Nell’elenco dei nuovi 10 Paesi membri dell’Unione sono stati scambiati erroneamente alcuni stati. I Paesi entrati nella UE dal 1° Maggio sono quindi: Slovenia, Malta, Cipro, Repubblica Ceca, Slovacchia, Lituania, Ungheria, Polonia, Lettonia ed Estonia, ad esclusione quindi delle citate Bulgaria e Romania che dovranno aspettare il 2007.



Il benvenuto di Cox

“Quest'oggi è un dovere molto piacevole a nome del Parlamento aprire questa plenaria che raccoglie i 626 membri eletti del Parlamento e i 162 nuovi membri dei dieci nuovi Stati che hanno aderito all'Unione Europea Sabato scorso 1° maggio”. Sono state queste le parole di benvenuto del presidente del Parlamento Europeo Pat Cox a seguito dell’allargamento della UE da 15 a 25 membri.



Svolta epocale per la Cia

SCon l’entrata dei 10 nuovi Stati membri, commenta la Cia, la popolazione europea è cresciuta di 75 milioni di cittadini; la superficie agricola inutilizzabile si è estesa di 38,5 milioni di ettari. “ Questo quinto allargamento dell'Unione Europea si presenta veramente epocale. Il fatto che otto di questi paesi, solo quindici anni fa, facessero parte del blocco sovietico, con strutture economiche e politiche decisamente contrapposte e addirittura conflittuali con i valori, i principi e le regole dei paesi occidentali, dà la misura della svolta compiutasi”.



Europa più grande ma più eterogenea

“Una Europa più grande, ma anche più agricola poiché raddoppia l’occupazione nel settore (+110%) e la superficie coltivata aumenta del 45% nonostante un aumento di solo il 5% del valore aggiunto agricolo”. Lo sottolinea la Coldiretti, accogliendo positivamente l’allargamento della UE e precisando la diversità delle nuove economia. “Si tratta di realtà agroalimentari e rurali molto distinte dal modello produttivo dell’UE a quindici; i nuovi cittadini europei destinano una elevata percentuale del proprio reddito ai consumi alimentari (37% in Polonia, 42% in Ungheria e ben il 58% in Romania rispetto al 18% dell’Italia) e l’attività agricola presenta rese medie molto basse (inferiori di circa il 60% a quelle dell’Ue a quindici), una ridotta produttività per addetto, un forte impiego di manodopera (generalmente a basso costo) per unità di superficie (33 addetti/ettaro in Romania, e 15 in Polonia contro i 7 dell’Italia ed i 5 dell’UE a quindici) e una frammentazione nella produzione e nella distribuzione degli alimenti.



20 milioni in più per gli olivicoltori spagnoli

Secondo quanto riportato dall’agenzia di informazione inglese UEbusiness, nonostante il rifiuto della Spagna in sede di Consiglio speciale Agricoltura, la Commissione ha comunque deciso di assegnare ai produttori olivicoli spagnoli la quota aggiuntiva di 20 millioni di euro. Tale cifra è la stessa che il Commissario Fischler aveva offerto al ministro iberico Elena Espinosa durante gli incontri politici di fine Aprile (19/21) per l’accordo sulle OCM mediterranee, cui la Spagna non ha aderito. Sarebbe quindi la prima volta che la Commissione cambia i termini di un accordo dopo la ratifica dei ministri competenti. Inoltre come rende noto l’italiana Agrapress, sempre la Commissione, ha concesso un aiuto annuale di 120.200 euro, destinato agli 11.550 produttori spagnoli della regione di Extremadura. Si tratta di un aiuto “de minimis”, non soggetto a controllo sugli aiuti di stato.




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