ALLARGAMENTO E DIECI PER CENTO
Per un futuro al vertice della produzione mondiale
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Da tre settimane, in tutte le nostre regioni a vocazione olivicola, si moltiplicano e si susseguono incontri, convegni, tavole rotonde sulla riforma dellOCM Olio.
Non poteva essere diversamente. Superata la tappa di Lussemburgo, bisogna prendere atto subito della nuova realtà, metabolizzarla rapidamente, guardare avanti, individuare senza indugi i traguardi che si vogliono raggiungere e scegliere il cammino da percorrere.
Il successo politico ed i risvolti pratici ottenuti con questa Riforma sono indubbiamente eccellenti, ma è indispensabile essere consapevoli che tra dieci anni, quando le direttive approvate solo venti giorni fa saranno vecchie e da cambiare, chi deciderà come e cosa cambiare sarà unEuropa molto diversa da quella attuale, sarà unEuropa la cui identità politico-culturale avrà un profilo marcatamente più continentale.
Questo vuol dire che, rimanendo certamente inalterate le regole democratiche, in un Consiglio dei Ministri a 25 cambieranno comunque gli equilibri ed i rapporti di forza.
Allora, se lEuropa di oggi ha operato le scelte più giuste per la riforma delle OCM mediterranee grazie alla sensibilità maturata in un consesso che non per nulla nacque nel 1957 a Roma, domani il peso specifico della cultura mediterranea sarà quello che si riuscirà a costruire nel prossimo decennio.
Per il nostro Olio, quello veramente italiano, quello veramente di qualità quello veramente prodotto con amore, ci sono 73 milioni di euro allanno per farsi conoscere ed apprezzare dai cittadini della nuova Europa. E una cifra importante che può aprire le porte di un mercato altrettanto importante: 440 milioni di Europei.
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