Anno 4 n. 71 - 13 Maggio 2004

VERO OLIO ITALIANO?
Il New York Times afferma, il Messagero risponde

Vero olio
italiano?
Il New York
Times afferma,
il Messagero
risponde
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American
bug
Se l’olio
esportato
non è vero
italiano
è anche
colpa delle
norme USA
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IN BREVE
La chiave...
La petizione...
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Estratti del New York Times 7 Maggio e del Messaggero 8 Maggio.
L’Olio Italiano finisce in prima pagina del Messaggero. Brutta storia. La notizia è di quelle che non fanno piacere.

Il maggior quotidiano romano, riferendo di una inchiesta del New York Times, nel taglio basso della prima titola: “Attacco all’olio italiano”. Nell’occhiello precisa: “Gli USA: sono fatte con le vostre olive solo due bottiglie su dieci”, poi rimanda all’interno dove dedica all’argomento tutta una pagina con un pezzo di Stefano Trincia, il corrispondente da New York e un articolo di approfondimento di Giacomo A. Dente.

Il titolo del pezzo del corrispondente sintetizza il tono del contenuto: “Il New York Times: solo due bottiglie su dieci frutto del Belpaese”; Trincia esordisce con un virgolettato: “L’olio è buono. Il problema è che non è italiano come sembra” e spiega come il quotidiano di New York “…svela ai consumatori americani che il venti per cento dell’olio venduto nei supermercati USA come “importato dall’Italia” è realmente italiano: il resto viene da Spagna, Grecia, Tunisia”. “L’industria italiana dell’olio d’oliva – scrive il N.Y.T. – poggia da tempo su un’illusione… in realtà l’Italia non produce abbastanza olive nemmeno per soddisfare il mercato interno”.

Nella sua corrispondenza, Trincia sottolinea che: “… l’inchiesta del N.Y.T. punta sulle attività della Salov, l’azienda guidata da Alberto Fontana che produce il marchio Berio…” e che “… le olive usate nel processo di estrazione sono ‘mediterranee’ più che italiane”. Trincia riporta la replica di Alberto Fontana che dice: " Il problema non è da dove provengono le olive, ma chi le lavora e come si estrae l’olio. Il nostro obiettivo – prosegue Fontatna - è di soddisfare i consumatori indipendentemente dall’origine dell’olio " .

La pagina del Messaggero si completa con l’articolo di spalla nel quale Giacomo A. Dente denuncia le carenze della normativa sull’etichettatura e le furbizie di alcuni produttori e imbottigliatori che ne approfittano. Con poche righe Dente tratteggia efficacemente il mercato USA " …dove convivono la passione e l’attenzione alla qualità massima insieme alla bella indifferenza di fronte a contraffazioni da far drizzare i capelli ".




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