Anno 4 n. 79 - 30 Settembre 2004

NON BASTA ESSERE IL MIGLIORE
Produrre è una cosa vendere un’altra

Il futuro
si gioca
sulla qualità
L’incontro
dibattito
di Palazzo
della Valle
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Meglio
prevenire
La politica
di Agecontrol
è per la
formazione
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Sogni miraggi
e incubi
Il rigore di
Unaprol per
i lati bui della
nuova OCM
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Norme
troppo severe
Complicano
la vita al
controllato e
al controllore
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Non basta
essere il
migliore
Produrre è
una cosa
vendere
un’altra
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IN BREVE
Regolamento...
In Italia...
Agecontrol...
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Perfetta padrona di casa, Maria Caterina Burgarella, nella sua duplice veste di membro di Giunta della Confagricoltura e socia fondatrice di Pandolea ha suggellato con il suo intervento il convegno “Olio d’oliva ed associazionismo: come cambierà il settore” organizzato dalla sua Associazione e Oleoteca con la partecipazione di Unaprol e Agecontrol.

Agganciandosi a quanto appena detto dall’avvocato Cusano, da produttrice attenta, la signora Burgarella ha invitato il responsabile dell’agenzia di controllo a pensare alla realizzazione di un manuale per la corretta gestione dell’Azienda sulla falsa riga di quello, utilissimo, già stilato per i frantoi.

Si è poi concentrata su una tagliente analisi dell’attuale situazione sollecitando i produttori a darsi da fare senza accontentarsi dell’affermazione che l’olio italiano è il più buono, perché la concorrenza estera è forte e sta facendo passi da gigante. “Produrre è una cosa, vendere è un’altra. E nel mercato dell’avvenire entrerà quel prodotto con alle spalle un’adeguata massa critica”.

“Aumentare gli spazi di mercato per l’Olio Extra Vergine italiano - ha proseguito - significa investire sempre di più su una maggiore diffusione della sua conoscenza, in quanto prodotto alimentare sano e di alto valore nutrizionale, salutistico e culturale, con spiccati caratteri di tipicità che devono trovare ulteriore valorizzazione anche attraverso le denominazioni d’origine”.

Maria Caterina Burgarella ha vigorosamente auspicato una spinta generalizzata verso la razionalizzazione e l’ammodernamento nelle fasi della produzione, della trasformazione e della commercializzazione soprattutto nelle zone più in ritardo da questo punto di vista, in modo da favorire, oltre all’innalzamento del livello qualitativo, anche un recupero di competitività rispetto ai Paesi più diretti concorrenti, come la Spagna e la Grecia.

“Bisogna tornare ad un incontro benevolo tra Produttori ed Associazioni degli olivicoltori - ha detto Burgarella - in modo che queste possano svolgere compiutamente i loro ruoli istituzionali con particolare riferimento alle azioni per il miglioramento della qualità”.

“Il confronto con il mercato sarà diretto - ha detto Burgarella - e solo le aziende che sapranno essere al passo con le richieste dei consumatori vedranno realizzati i propri obiettivi di reddito”.




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