Anno 4 n. 79 - 30 Settembre 2004

NORME TROPPO SEVERE
Complicano la vita al controllato e al controllore

Il futuro
si gioca
sulla qualità
L’incontro
dibattito
di Palazzo
della Valle
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Meglio
prevenire
La politica
di Agecontrol
è per la
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Sogni miraggi
e incubi
Il rigore di
Unaprol per
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Norme
troppo severe
Complicano
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“In 18 anni di attività, i nostri ispettori hanno potuto constatare che una burocrazia spinta va contro l’onesto produttore mentre il disonesto raramente si fa trovare con le carte fuori norma”.

Parola dell’avvocato Diego Cusano, Capo del Servizio Ispettivo di Agecontrol nel suo stimolante intervento durante l’incontro-dibattito “Olio di oliva ed associazionismo: come cambierà il settore”, organizzato da Pandolea ed Oleoteca lo scorso 17 Settembre a Roma.

Cusano ha saputo conquistare subito la platea anche grazie ad una sorta di auto definizione quando ha detto che: “Il controllore è un signore che viene a mettere il naso nelle vostre carte. Il che non è carino”. Ma, a parte le battute, Cusano ha raccolto il testimone del suo Presidente, l’avvocato Trizza, ribadendo la volontà dell’Agenzia di rafforzare il ruolo informativo e quello preventivo.

Proprio grazie ad informazione e prevenzione, nell’arco del primo decennio 1987/1997, L’AGECONTROL è riuscita ad abbassare la percentuale degli illeciti dal 20 al 2,1%. Poi, nel 1998, con l’entrata in vigore di norme più severe per il riconoscimento dei frantoi, si è registrato una nuova impennata che ha riportato la percentuale degli illeciti tra il 15 ed il 18%.

Oggi siamo tornati al 7%: una diminuzione importante ma, per Cusano, non ancora soddisfacente. “Purtroppo – dice - la norma è severissima e i riscontri non possono che essere questi”.

Ma, se la normativa alla quale debbono attenersi produttori e frantoiani è obbiettivamente severa, ha ripetuto il Capo del Servizio Ispettivo, non è compito del controllore condividerla o stabilirne la validità. E’ piuttosto quello, poco simpatico agli occhi degli operatori, di verificarne l’applicazione.

Alle sollecitazioni dell’uditorio che ha lamentato una generale incertezza e difficoltà di interpretazione sulle future norme, in particolare per i produttori, Cusano ha risposto che effettivamente non servono norme più rigide, il cui risultato è solo quello di non agevolare né l’operatore né il controllore. “E’ invece opportuna una semplificazione della burocrazia sul piano formale affinché i controllori possano concentrarsi con maggiore attenzione sul piano delle verifiche sostanziali”.

Insomma, attualmente, all’ispettore dopo aver controllato i documenti quasi non resta altro tempo per controllare il prodotto vero e proprio mortificando i reali risultati della lotta alle frodi.





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