Anno 4 n. 76 - 22 Luglio 2004

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La Signora Fischer ha sollevato un vespaio in Redazione ma ci ha dato l’occasione per confrontarci su un terreno che - forse perché praticandolo da anni - potrebbe a volte esserci così troppo familiare da non farci notare i particolari. Dopo la risposta collettiva mia e della Redazione, dato che l’argomento è stato sviluppato e redatto a più mani, è ora la volta del Direttore - da solo.

Nel trattare la notizia sullo Stern, ammetto di aver fatto un grave errore. Perché ho omesso di ricordare ai nostri Lettori che, secondo me, nell’indagine tedesca si partiva purtroppo già con premesse sbagliate, poiché il segmento di prodotto scelto è evidentemente nella fascia bassa della qualità, con un prezzo medio finale al litro di appena 6,13 euro.

Da quando abbiamo iniziato a pubblicare OLEOTECA, abbiamo fatto ben presente come la qualità assai difficilmente si possa trovare nei grandi supermercati, nei discount, nelle offerte delle super promozioni, in prodotti il cui prezzo sia al di sotto della soglia del guadagno (o almeno del pareggio e quindi si parla di almeno 12 euro al litro) per un produttore onesto che per quanto voglia quei costi ha e quei costi deve accollarsi. Gli olii scelti da Stern sono prodotti importati dall’Italia il cui prezzo è però allineato con i prodotti di fascia bassa venduti qui da noi. Già questo dovrebbe far scattare un campanello d’allarme.
Per questo credo che come me, anche la Signora Fischer non comprerebbe mai un olio con tali caratteristiche.

Allora la mia riflessione torna sulla nostra scelta editoriale. E’ assolutamente giusto e necessario denunciare le frodi ed i comportamenti sleali ma anche le indagini volte a questo devono essere serie e credibili, soprattutto quando i metodi di controllo a disposizione - come ricorda la Lettrice – non sono adeguati.
Altrimenti è più che comprensibile il sospetto di manovre interessate che danneggiano inutilmente anche la vera qualità. In Germania ci sono altrettante riviste specializzate nel settore dell’agroalimentare che si stanno muovendo per realizzare loro guide sugli olii di qualità italiani; tanto di cappello per la loro serietà.
Stern, potendolo fare, avrebbe giovato all’olio italiano se solo avesse scelto meglio i “polli da spennare”.





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