Anno 4 n. 76 - 22 Luglio 2004

AIUTI E FINANZIAMENTI
2 euro in più per la campagna 2002/2003. Prorogati di un anno i programmi di attività

Ancora attivi per il prossimo anno i finanziamenti europei per le attività delle organizzazioni dei produttori. Come spiega in una nota l’Unapol, Unione Nazionale Associazioni Produttori Olivicoli, i Reg.CE 1334/2002 e 1638/98, relativi al finanziamento dei programmi di attività delle organizzazioni dei produttori olivicoli, saranno applicati anche nel corso della prossima campagna olivicola 2004/2005. Lo ha deciso il Comitato di gestione Materie Grasse dell’Unione Europea nel corso della sua ultima riunione, indicando come nuovo termine per la presentazione dei programmi il 30 Settembre 2004.

Nella stessa occasione il Comitato ha anche stabilito, per ogni Paese membro produttore nel settore oleicolo, la produzione effettiva e l’ammontare dell’aiuto spettante per la campagna 2002/2003. Sono perciò quasi 706 i milioni di euro per gli aiuti alla produzione che la UE verserà ai produttori italiani, avendo loro riconosciuto una produzione di 686.342 tonnellate.
L’aiuto unitario è stato calcolato in 102,85 euro/100kg di olio per un totale di 705.902.747 milioni di euro. Spagna, Grecia, Portogallo e Francia riceveranno rispettivamente 103,43 euro, 118,35 euro, 130,40 euro ed ancora 130,40 euro.

“Ciò significa - sottolinea l’Unapol - che, rispetto all’aiuto comunitario al settore di 132,25 euro, è stata decurtata una quota del 22% circa a causa del superamento delle 543.164 tonnellate della QNG (la Quota Nazionale Garantita per gli aiuti). Rispetto alla campagna ancora precedente (2001/2002) i produttori riceveranno comunque 2,40 euro in più”.

“Per quanto riguarda i finanziamenti del 1334, non possiamo che rallegrarci della decisione che ci consente di continuare il nostro lavoro di promozione della qualità anche il prossimo anno, in attesa dell’entrata in vigore dei nuovi regolamenti dell’OCM Olio che prevedono, invece, programmi finanziabili triennali. Inoltre, tale proroga permette a quelle associazioni ancora prive di riconoscimento di presentare una nuova domanda alla regione competente”.




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