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Con 370 voti favorevoli contro 146 contrari il Parlamento Europeo ha approvato, Giovedì 11 Marzo, il Rapporto Daul per le riforme dei settori del cosiddetto Pacchetto Mediterraneo che comprende le OCM Olio, Tabacco, Cotone e Luppolo. Ciò significa che per il comparto oleicolo sono stati ritenuti validi tutti gli emendamenti presentati nella Relazione Lavarra ed appoggiati in pieno dalla stessa Interprofessione dellolio di oliva italiana, di cui fanno parte le 5 maggiori unioni nazionali dei produttori, Unaprol, Cno, Unasco, Aipo ed Unapol (vedi OLEOTECA - Attualità n.65).
Il voto parlamentare non ha valenza giuridica ma gli osservatori affermano che esso ha la forza di un pronunciamento politico ben preciso e soprattutto compatto di cui assai difficilmente la Commissione Europea e soprattutto il Consiglio dei Ministri potranno non tener conto al momento dellapprovazione esecutiva dei nuovi regolamenti comunitari.
In aula, dove al momento della discussione serale del Mercoledì precedente era presente anche il Commissario per lagricoltura Franz Fischler ed il nostro ministro Gianni Alemanno, gli interventi più appassionati sono stati naturalmente per il comparto del Tabacco che, con la proposta della Commissione, rischia lo smantellamento totale con evidenti ricadute economiche a danno dei paesi produttori, prima fra tutti lItalia.
Forse anche per questo il dibattito sul settore Olio non ha avuto intoppi ed anche il tentativo spagnolo di aumentare la propria quota finanziaria nazionale a discapito quindi degli altri paesi produttori - si è protratto fino alla fine ma non è stato accolto.
In sintesi, la nuova proposta di riforma, così come presentata nella Relazione Lavarra, comporta la difesa fino al 2013 del livello dell'aiuto UE per il settore olivicolo (per lItalia pari a 780 milioni di euro), lerogazione di un aiuto fisso (pari almeno al 60% degli aiuti pregressi percepiti dagli olivicoltori su una media di 4 anni consecutivi) con possibilità di incrementare questa percentuale a livello nazionale fino ad un massimo del 90% a condizione di conservare il patrimonio arboreo, lattribuzione della parte rimanente dell'aiuto agli olivicoltori che manterranno l'oliveto e adotteranno programmi di qualità (come DOP, IGP, raccolta a mano), la creazione nellambito di questultima misura (che verrebbe gestita dalle Organizzazioni dei Produttori) di una riserva nazionale per incentivare i giovani olivicoltori ad avvicinarsi al settore, la possibilità di prorogare di uno o due anni l'entrata in vigore della riforma (presumibilmente Dicembre 2005).
Viene inoltre introdotta la norma che potrebbe finalmente rendere obbligatoria lindicazione in etichetta della provenienza delle olive con cui è stato fatto l'olio. Viene fatto divieto di miscelare lolio d'oliva con altre materie grasse. Viene ribadito mantenimento delle agenzie nazionali di controllo che invece erano state cancellate nella proposta iniziale della Commissione.
Rispondendo ai diversi interventi, in riferimento alla contrarietà di Lavarra alle miscele, Fischler ha affermato che in questo modo si ridurrebbe la quantità d'olio d'oliva commercializzata in Europa. Il Commissario ha però appoggiato la proposta di indicare in etichetta lesatta composizione. Si è infine dichiarato perplesso riguardo le attività di controllo delle organizzazioni dei produttori per la gestione dei fondi destinati ai programmi di qualità.

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