Anno 4 n. 67 - 18 Marzo 2004

CODICE EUROPEO CONTRO IL CANCRO
Capitolo 8: tieni d’occhio i cambiamenti del tuo corpo e rivolgiti sempre al medico per le tue domande

Prevenzione è la parola chiave per sconfiggere il cancro. Ciò significa non solo evitare i comportamenti a rischio, come il fumo di sigaretta, l'abuso di alcol o l'alimentazione errata (atteggiamenti che vanno sotto il nome di prevenzione primaria), ma anche sottoporsi agli esami necessari per una diagnosi precoce (comportamenti di prevenzione secondaria). Ci sono segnali dell’organismo, infatti, che non devono mai essere sottovalutati. Per esempio i nei atipici, quelli con un diametro maggiore di 5 millimetri, di colore sfumato e di forma irregolare, che mutano nel tempo: sono loro i responsabili di circa il 60-70% dei melanomi superficiali, che, se sottovalutati, aumentano di 10 volte il rischio di insorgenza della malattia. Ma anche tracce di sangue nelle feci o nell’urina, una perdita di sangue anomala e continua e una tosse persistente, potrebbero essere i primi sintomi di un processo tumorale. Come la presenza di rigonfiamenti sul corpo. In particolare, anche negli organi che sono sedi di linfonodi il cui ingrossamento può indicare la presenza di un linfoma (testicoli, tiroide, collo, ascella, inguine).

La dimostrazione che il cancro si può sconfiggere soprattutto grazie alla prevenzione, in particolare alla diagnosi precoce, viene dagli ultimi dati sulla sopravvivenza pubblicati dai Registri tumori europei. I dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità relativi all’area dell’Europa indicano come il tasso di sopravivenza a 5 anni dalla diagnosi dei malati di cancro sia estremamente variabile da nazione e nazione e come nella maggioranza dei casi sia direttamente proporzionale alla spesa pubblica nel settore sanitario. Per esempio un paziente ammalato di cancro al colon in Svizzera ha il 51% delle possibilità di sopravvivere per 5 anni dopo la diagnosi, mentre in Gran Bretagna ne ha solo il 36%. In Italia la sopravvivenza si aggira, invece, intorno al 50%. La diagnosi precoce ha fatto si che in Italia, dal 1994 al 1999, la percentuale di quanti sopravvivono a 5 anni dalla diagnosi sia migliorata, soprattutto per quei tumori che si riescono a identificare precocemente con un esame specifico e per i quali esiste un trattamento efficace: cancro alla mammella, al colon retto, melanoma e collo dell’utero.

È fondamentale quindi controllare periodicamente il proprio stato di salute. E gli italiani sembrano averlo capito. Dal Forum Biomedico 2003 del Censis risulta infatti che, rispetto al passato (il confronto è con un analogo studio condotto nel 1999) gli Italiani, anche per le piccole malattie, si rivolgono sempre di più al medico di fiducia, chiedendo consiglio su disturbi lievi o per essere rassicurati in fatto di piccole paure o insicurezze.

SEMAFORO ROSSO

“E’ importante conoscere meglio se stessi per conservare la propria salute - afferma Livia Azzariti, medico e conduttrice del programma Uno mattina Sabato e Domenica -. Per questo non appena si nota qualche cambiamento delle proprie abitudini fisiologiche è bene confidarlo al medico di famiglia che, se opportuno, ci indirizzerà dallo specialista. La prevenzione, infatti, comincia proprio da qui: dalla conoscenza e da un rapporto di fiducia col proprio medico. A volte a fermarci è la paura: occorre coraggio, invece, perché se è vero che è una caratteristica dei tumori la difficoltà di non riconoscerli subito, è altrettanto vero che, se presi in tempo, molti di loro possono essere sconfitti”.



* Rubrica realizzata per La Giornata Nazionale per la Prevenzione della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, con il patrocinio del Ministero della Salute e del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e con il contributo del Consorzio di Garanzia dell’Olio Extra Vergine di Oliva di Qualità.



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