Anno 4 n. 67 - 18 Marzo 2004

EUROPA BIOLOGICA
La Coldiretti contro la concessione del marchio anche ai prodotti stranieri

“Anche i prodotti biologici provenienti da Argentina, Australia, Costa Rica, Nuova Zelanda, Israele e molti altri Paesi potranno utilizzare il “marchio comunitario”, che richiama la nota bandiera europea di colore blue con il cerchio di stelle e che ha contraddistinto sino ad oggi esclusivamente le produzioni biologiche nazionali ed europee. Un inganno per i consumatori dell’Unione sulla reale provenienza degli alimenti biologici acquistati”.

E’ quanto denuncia la Coldiretti nel rendere noti gli effetti del Regolamento Comunitario N.392/2004 che permette l’utilizzo del logo comunitario dell’agricoltura biologica anche sulle confezioni dei prodotti importati da Paesi extracomunitari assoggettati a condizioni equivalenti di controllo. “Si tratta - sostiene la Coldiretti - di una decisione che rischia di confondere i cittadini sulla reale provenienza dei prodotti acquistati e che vanifica gli sforzi compiuti dagli imprenditori per valorizzare l’origine territoriale degli alimenti biologici. Risulta ancora più grave per la produzione biologica italiana che, a differenza degli altri Paesi, non è identificabile sul mercato da un marchio nazionale. Mentre Francia, Germania, Austria, Belgio, Svizzera, Olanda, Svezia e Danimarca hanno da tempo adottato un marchio per distinguere le proprie produzioni”.

Per Coldiretti occorre quindi accordarsi per un marchio nazionale, ora, per garantire trasparenza in un settore che è entrato nelle abitudini alimentari degli italiani, così come conferma l’ingresso per la prima volta dei cereali biologici nel paniere 2004 dei prodotti Istat indici dell’andamento dei prezzi e dell’inflazione.

Nel 2003, secondo un’indagine Coldiretti-Ispo, otto italiani su dieci hanno acquistato alimenti biologici, con un aumento del 24% rispetto al 2002; il fatturato nazionale complessivo del settore bio è stimabile in 1,6 miliardi di Euro. Per il 26% si scelgono prodotti quali latte e derivati, per il 16% frutta e verdura, per il 10% dolcificanti e integratori, per il 9% rispettivamente pane, pasta e riso e bevande, per l’8% biscotti e dolci, per il 6% rispettivamente prodotti per l'infanzia, uova e condimenti ed il resto gelati, surgelati e altro.

Sul piano della produzione l’Italia - afferma la Coldiretti - è leader in Europa: oltre una impresa biologica europea su tre è italiana (37,7%) e la superficie nazionale coltivata a biologico rappresenta più di un quarto (27,7%) del totale coltivato a livello comunitario. In Italia - conclude la Coldiretti - sono presenti oltre 51.400 imprese agricole impegnate nel biologico con la coltivazione di quasi un milione 170 mila ettari destinati a foraggio, cereali, olivi, viti, agrumi, frutta, ortaggi e l’allevamento di 164 mila bovini, 660 mila pecore e capre, quasi 20 mila maiali e circa 940 mila tra polli e conigli.




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