Anno 4 n. 67 - 18 Marzo 2004

PROVENIENZA IN ETICHETTA
Colpevole rinviare l’obbligo

La congiura
delle
etichette
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normative
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Provenienza
in etichetta
Colpevole
rinviare
l’obbligo
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Secondo un sondaggio dell’Eurisko realizzato per conto del Ministero delle Attività Produttive, sette italiani su dieci sono favorevoli ad un marchio di origine che consenta di identificare i prodotti che provengono dai cosiddetti paesi terzi, ossia quelli che non fanno parte della Comunità Europea.

La questione della provenienza si allaccia per molti versi anche al triste fenomeno della pirateria d’impresa e Coldiretti ricorda come il problema diventi più inquietante quando si parla di prodotti agroalimentari.

“L’indicazione della provenienza dei prodotti è un elemento di trasparenza degli scambi commerciali necessario per combattere la concorrenza sleale a garanzia delle imprese e dei consumatori che, precisa la Coldiretti, per gli alimenti assume anche un valore determinante per la sicurezza sanitaria e ambientale”.

Un’alta indagine (Coldiretti – ISPO) conferma il primo dato e lo rafforza. In questo studio, infatti, diventano otto gli italiani su dieci che considerano necessario che sull’etichetta sia indicato il luogo d’origine del prodotto. La ricerca era mirata sulle opinioni degli intervistati in merito all’alimentazione ed il parere diffuso ed inequivocabile espresso nel sondaggio rende ancora più gravi i ritardi della normativa nazionale e comunitaria che impediscono ai consumatori di effettuare acquisti consapevoli.

Comunque la svolta potrebbe essere prossima in virtù del referendum popolare e del milione di firme raccolte su tutte le piazze italiane proprio dalla Coldiretti a favore di una proposta di legge di iniziativa popolare che prevede, appunto, l’indicazione obbligatoria nell’etichettatura dell’origine di tutti i prodotti alimentari.






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