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Più di 3 miliardi di euro. E questa la cifra che, a partire dal 1971 fino alla fine del 2002, lUnione Europea ha accumulato quale credito nei confronti dei Paesi membri per finanziamenti irregolari relativi alla Politica Agricola Comune. Il dato è stato presentato dalla Corte dei conti europea nei giorni scorsi in un documento informativo sullo stato del recupero dei pagamenti.
Nel documento si spiega che ogniqualvolta vengano riscontrate irregolarità per un importo superiore a 4.000 euro, gli Stati membri hanno l'obbligo di darne notifica alla Commissione e di cercare di recuperare gli importi in causa. Se il recupero non è possibile, gli importi vengono cancellati come inesigibili e le perdite addebitate alla Comunità, o allo Stato se negligente. Esiste tra laltro una lista nera per i destinatari di pagamenti irregolari superiori a 100.000 euro ma nello stesso documento la Corte dei conti ha ritenuto la prassi non funzionale.
Dei 3,1 miliardi infatti, solo 537 milioni di euro erano stati recuperati presso i beneficiari mentre 252 milioni sono stati cancellati a detrimento della Comunità o dello Stato membro interessato. Ciò significa che restante 75 % dei pagamenti irregolari segnalati era ancora in sospeso. Il basso tasso di recupero (17%) è dovuto in parte ai ritardi e alle pratiche delle amministrazioni nazionali e alla riluttanza della Commissione ad accettare offerte di liquidazione parziale. Inoltre il coordinamento tra le varie istituzioni coinvolte (Commissione, Stato membro, direzione generale Agricoltura, Ufficio europeo per la lotta antifrode) è o assente o approssimativo.
Per porre rimedio alle lacune summenzionate, la Corte ha quindi raccomandato alla Commissione di considerare l'eventuale modifica delle disposizioni concernenti la notifica, il recupero e la cancellazione dei pagamenti irregolari della PAC.

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