Anno 4 n. 73 - 10 Giugno 2004

L’ORIGINE SI FA STRADA ANCHE NEGLI USA/2
Le aspettative dell’olivicoltura senese

'Una battaglia vinta in attesa che finisca la guerra: così si potrebbe descrivere l’accordo tra Coldiretti e National Farmers Union per la promozione a livello normativo dell’obbligo dell’origine nell’etichetta dei prodotti agroalimentari. Ad accogliere positivamente la notizia c’è Maria Cristina Rocchi, presidente dell’Aspo, l’associazione senese produttori olio d’oliva.

“In merito all’indicazione di origine obbligatoria in etichetta auspico che quanto prima vengano presi provvedimenti per il mercato dell’olio d’oliva; soprattutto dopo quanto accaduto nei comparti della carne bovina, frutta e uova. Tutto ciò a tutela di un settore così importante per il nostro paese e per la nostra provincia, dove è necessaria una maggiore trasparenza a garanzia dei consumatori per permettere una scelta consapevole ed evitare possibili situazioni ingannevoli. Questo non per impedire la presenza sui nostri mercati di olio proveniente da altri Paesi produttori (dell’area del Mediterraneo), ma per permettere al consumatore di individuare correttamente la provenienza del prodotto e di poter scegliere. Un passo in avanti sull’olio d’oliva sarebbe inoltre necessario anche per salvaguardare le numerose aziende che operano ogni giorno nel nostro territorio con impegno e professionalità”.

L’Aspo conta oltre 3000 aziende associate, la maggior parte di piccole dimensioni; nel 2003 la produzione media di olio è stata di circa 2 quintali e mezzo.





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