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Se non ci pensano i governi, si danno da fare le parti sociali. Ci riferiamo alla notizia dellaccordo tra la nostra Coldiretti e la sua corrispettiva statunitense NFU, la National Farmers Union (Unione Nazionale degli Agricoltori) per unazione congiunta affinchè sia sancita a livello internazionale la norma per lindicazione, in etichetta, dellorigine dei prodotti agroalimentari. Alla vigilia dellarrivo del presidente degli Stati Uniti George W. Bush, si legge nel comunicato congiunto, è stato raggiunto, tra gli Stati Uniti e lItalia, un accordo storico per lindicazione obbligatoria in etichetta dellorigine degli alimenti che consente ai consumatori di tutto il mondo di conoscere la provenienza dei cibi che acquistano sul mercato.
Si tratta sicuramente di un risultato importante, anche per il solo fatto che coinvolge una rappresentativa degli Stati Uniti dove, come abbiamo potuto verificare nellarticolo American bug. Se lolio esportato non è vero italiano è anche colpa delle norme USA del n.71 di OLEOTECA, nessuna legge prevede informazioni specifiche sullorigine a vantaggio del consumatore. E dove lunico disegno di legge, il cosiddetto COOL Country Of Origin Labeling, viene vieppiù rimandato ed intralciato a livello legislativo.
Ma da questo a cantare vittoria, cè una gran differenza. Laccordo è stato raggiunto a Washington durante il XXXVI Congresso mondiale degli agricoltori organizzato dalla Federazione Internazionale dei Produttori Agricoli (FIPA). Paolo Bedoni della Coldiretti e Dave Frederickson della NFU hanno sancito un accordo di intenti politici, teso a esercitare pressione presso i propri governi ed ai tavoli di trattativa internazionali affinchè venga finalmente accolta lobbligatorietà dellindicazione dellorigine in etichetta. Il cammino non sarà affatto facile ma, intanto, la Coldiretti si è fatta unalleato importante. Bisognerà vedere ora se anche le altre organizzazioni (provenienti da circa 70 Stati) che hanno partecipato allincontro seguiranno la stessa strategia.
Bedoni ribadisce comunque che per la prima volta dopo anni di guerre commerciali in campo alimentare, si realizza una svolta nelle relazioni tra Stati Uniti e Unione Europea che potrebbe favorire il raggiungimento dellaccordo generale sul commercio nellambito del Wto dopo il fallimento del vertice di Cancun.
Daltronde i consumatori sembrano volere le stesse cose, che siano cittadini europei o statunitensi: informazioni relative al Paese di origine o provenienza per l82% degli americani; lobbligo della provenienza della componente agricola impiegata in tutti gli alimenti per ill 78% degli italiani.
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