Anno 4 n. 76 - 22 Luglio 2004

EUROPA ALLARGATA E PROTEZIONI
Ma i consumatori sono ancora poco informati

Finanziamenti
battute finali
Ancora poche
settimane per
le domande
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Bruxelles
si riparte
Subito
Consiglio
dei Ministri
Agricoli
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Da Fischler
a Fischer
Ecco la
squadra
europea
vincente
di Manuel
Barroso
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Fischer Boel
e Buttiglione
a Bruxelles
Positivi i
commenti per
le nomine
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Europa
allargata
e protezioni
Ma i
consumatori
sono ancora
poco informati
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Da Doha ad
Hong Kong
Si spera
nel 2005
per gli
accordi
definitivi
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Nell'Europa a 25, per ora, dai nuovi arrivati sono state iscritte nel registro dei prodotti alimentari riconosciuti e protetti dalle normative comunitarie solo tre specialità ad Indicazione Geografica Protetta (IGP) e tutte riguardano birre della Repubblica Ceca. E solo un inizio, ovviamente, perché dai Paesi di recente adesione saranno moltissime le domande di riconoscimento di DOP, IGP ed STG.

La Protezione Comunitaria è particolarmente ambita dai produttori che puntano sulla qualità e sulle garanzie da fornire al consumatore e la conferma viene dalla corposità del registro europeo che conta circa 650 prodotti già marchiati mentre continuano a giungere a Bruxelles istruttorie per nuove iscrizioni.

Nelle ultime settimane quattro nuovi prodotti sono entrati a far parte del virtuale paniere delle prelibatezze europee. Si tratta del formaggio "Valncay" per la Francia, del salmone scozzese Scottish Farmed Salmon per la Gran Bretagna, della carne "Ternera de Extremadura" e dell'Olio di Maiorca per la Spagna.

A fronte di un interesse così marcato da parte dei produttori più impegnati, però, non sembra esserci un adeguato riscontro di attenzione da parte dei consumatori. Un sondaggio condotto da Confagricoltura/Agriturist evidenzia che il 58% degli intervistati ha sentito parlare di DOP, ma solo il 45% è stato in grado di darne una definizione abbastanza precisa; di IGP ha sentito parlare invece il 44% degli intervistati, ma solo il 29% ne ha dato una definizione abbastanza precisa.

Non sono cifre confortanti, eppure, l'Italia ha ben 139 prodotti iscritti a registro tra cui 30 Oli Extra Vergini di Oliva, 2 di Olive da tavola, 31 formaggi, 27 prodotti a base di carne, 39 ortofrutticoli e cereali e, stando almeno alle cifre esposte dalla ricerca citata, dovrebbe darsi più da fare per promuoverli.

Basterebbero questi dati per comprendere alcuni dei motivi per i quali in sede di riforma delle varie OCM, il legislatore abbia dato un importante spazio al sostegno per la promozione, l’informazione e la diffusione delle notizie sulla qualità del prodotto.





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