Anno 4 n. 76 - 22 Luglio 2004

QUALITÀ, TEOREMA DELLA RELATIVITÀ

Gli ultimi numeri di OLEOTECA, prima della pausa estiva, sono stati caratterizzati da una polemica legata alla qualità di alcuni prodotti che si trovano sugli scaffali della grande distribuzione. Riprendiamo, allora, dalla Qualità, argomento, o meglio, concetto intorno al quale vale la pena soffermarsi per più di una semplice riflessione.

Quella che ci interessa, ovviamente, è la qualità dell’Olio intesa come pessima qualità, cattiva qualità, mediocre qualità, sufficiente qualità, buona qualità, ottima qualità, eccellente qualità, qualità superiore.

Volendo, chiunque potrebbe esercitarsi nel trovare aggettivazioni, definizioni, espressioni più o meno efficaci, sta di fatto che tutti saremo d’accordo nell’affermare che se un olio è cattivo è da bocciare punto e basta mentre se un Olio è fatto secondo le regole, con serietà e professionalità lungo tutta la filiera produttiva, se è confezionato, stoccato, distribuito come si deve, potrà soddisfare più o meno i diversi palati, ma sarà comunque riconosciuto come un buon Olio.

Da qui in avanti, con un crescendo rossiniano che avrà il suo picco intorno alla fine dell’anno, entriamo nella fase calda della prossima campagna olearia. Le drupe affrontano la fase della maturazione e nel giro di poco sarà possibile cogliere i primi segnali dell’invaiatura.

Come sempre seguiremo con attenzione i passaggi finali della campagna, ma questa volta cercheremo di essere più vicini ai consumatori dando loro informazioni più dettagliate ed indicazioni più precise perché abbiano la possibilità di individuare con certezza un buon Olio e si sappiano orientare nei loro acquisti riuscendo a sapere e capire cosa ci sia realmente nella bottiglia che porteranno nelle loro cucine e sulle loro tavole.

Camilla Francisci




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