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Le frodi dellolio vengono smascherate allestero, i produttori del paese dorigine chiedono maggiori controlli alla fonte e la ricerca si attiva
.principalmente allestero! Permetteteci questo commento ironico su un argomento che ci sta particolarmente a cuore e che non finisce di proporre spunti di discussione (vedi lEditoriale).
Detto questo, passiamo alla notizia dellufficio ICE (Istituto italiano per il Commercio Estero) di Londra che giustamente pone allattenzione dei media italiani il lavoro di un team di ricerca anglo-italiano (più anglo visto che la sede referente è a Loughborough, in Inghilterra) per distinguere l'olio d'oliva dall'extravergine.
Si tratta del progetto OPTIMO, finanziato dallUnione Europea, per la realizzazione di un nuovo sistema di controllo ad identificazione ottica sulla qualità e sul processo di trasformazione dellolio. Vi partecipano i ricercatori dell'Università di Loughborough Dipartimento di Ingegneria Elettronica in collaborazione con il CNR (Centro Nazionale di Ricerca italiano) attraverso lIstituto di Fisica Applicata Nello Carrara di Firenze (IFAC) e dell'Unità Istituto di Propagazione delle Specie Legnose (IPSL)*.
Secondo il professore Peter Smith, responsabile del progetto, il nuovo meccanismo di controllo è poco costoso e molto efficace poiché identifica la provenienza dellolio analizzato attraverso la spettroscopia, tecnica già ampiamente utilizzata in campo medico. Lanalisi della rifrazione e dellassorbimento della luce attraverso diversi corpi è altamente precisa. Illuminando vari campioni con luce bianca possiamo distinguere i diversi comportamenti e studiando attentamente lo spettro (una sorta di impronta digitale ottica) risultante possiamo determinare la qualità dellolio e la sua origine, smascherando facilmente le frodi.
Lutilizzo di tabelle di mappatura in 3D (tridimensionali) costruite sugli spettri consentirà poi di realizzare un sistema di controllo efficace ed economico che potrà essere utilizzato non solo per lolio di oliva ma anche per altri alimenti liquidi quali la birra od il vino.
Troppo semplice per noi?
*L'IFAC progetta, realizza e sperimenta sensori ottici e a fibra ottica per applicazioni nei controlli di processo industriali, ambientali e biomedicali. Per il progetto OPTIMO si occupa della messa a punto della strumentazione per l'analisi dell'olio, in grado di eseguire analisi di colore e di torbidità, tramite misure di assorbimento e di diffusione a più angoli nell'ampia banda spettrale 400-800 nm (nefelometria spettrale) e della creazione della mappa 2D o 3D per la tipicizzazione e la tracciabilità dell'olio.
IFAC, 055.4235262 IPSL, 055.754718/754280.
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