Anno 4 n. 75 - 8 Luglio 2004

DIO SALVI LA REGINA
Dall'Inghilterra il sistema per smascherare il falso extravergine

Le frodi dell’olio vengono smascherate all’estero, i produttori del paese d’origine chiedono maggiori controlli alla fonte e la ricerca si attiva….principalmente all’estero! Permetteteci questo commento ironico su un argomento che ci sta particolarmente a cuore e che non finisce di proporre spunti di discussione (vedi l’Editoriale).
Detto questo, passiamo alla notizia dell’ufficio ICE (Istituto italiano per il Commercio Estero) di Londra che giustamente pone all’attenzione dei media italiani il lavoro di un team di ricerca anglo-italiano (più anglo visto che la sede referente è a Loughborough, in Inghilterra) per distinguere l'olio d'oliva dall'extravergine.

Si tratta del progetto OPTIMO, finanziato dall’Unione Europea, per la realizzazione di un nuovo sistema di controllo ad identificazione ottica sulla qualità e sul processo di trasformazione dell’olio. Vi partecipano i ricercatori dell'Università di Loughborough Dipartimento di Ingegneria Elettronica in collaborazione con il CNR (Centro Nazionale di Ricerca italiano) attraverso l’Istituto di Fisica Applicata “Nello Carrara” di Firenze (IFAC) e dell'Unità Istituto di Propagazione delle Specie Legnose (IPSL)*.

Secondo il professore Peter Smith, responsabile del progetto, il nuovo meccanismo di controllo è poco costoso e molto efficace poiché identifica la provenienza dell’olio analizzato attraverso la spettroscopia, tecnica già ampiamente utilizzata in campo medico. “L’analisi della rifrazione e dell’assorbimento della luce attraverso diversi corpi è altamente precisa. Illuminando vari campioni con luce bianca possiamo distinguere i diversi comportamenti e studiando attentamente lo spettro (una sorta di impronta digitale ottica) risultante possiamo determinare la qualità dell’olio e la sua origine, smascherando facilmente le frodi”.
L’utilizzo di tabelle di mappatura in 3D (tridimensionali) costruite sugli spettri consentirà poi di realizzare un sistema di controllo efficace ed economico che potrà essere utilizzato non solo per l’olio di oliva ma anche per altri alimenti liquidi quali la birra od il vino.

Troppo semplice per noi?

*L'IFAC progetta, realizza e sperimenta sensori ottici e a fibra ottica per applicazioni nei controlli di processo industriali, ambientali e biomedicali. Per il progetto OPTIMO si occupa della messa a punto della strumentazione per l'analisi dell'olio, in grado di eseguire analisi di colore e di torbidità, tramite misure di assorbimento e di diffusione a più angoli nell'ampia banda spettrale 400-800 nm (nefelometria spettrale) e della creazione della mappa 2D o 3D per la tipicizzazione e la tracciabilità dell'olio.
IFAC, 055.4235262 – IPSL, 055.754718/754280.





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