Anno 4 n. 75 - 8 Luglio 2004

OLIO. D’OLIVA? ALLORA ESENTASSE
La vittoria delle unioni contro l’irremovibile richiesta del CONOE

Il Consiglio di Stato ha dato ragione alla tesi dei produttori ed ha messo la parola fine alla querelle sorta con il Consorzio degli Oli Esausti per il pagamento della tassa per lo smaltimento di 3,09 euro per tonnellata: la norma non sarà quindi applicata agli olii di oliva cui vengono riconosciute le peculiarità rispetto ad altri oli vegetali e grassi animali esausti (vedi OLEOTECA n.74).

“La ragione ed il buon senso – ha commentato Nicola Ruggiero, presidente di Unaprol - prevalgono sempre anche contro il silenzio e l’indifferenza generale”. Il Consiglio di Stato ha infine respinto l’appello del CONOE dopo che Unaprol insieme con CNO, Unasco e Consorzio Oliveti d’Italia avevano impugnato dinanzi al TAR del Lazio il provvedimento del Ministero dell’Ambiente che imponeva anche agli oli di oliva di pagare la tassa.

Soddisfazione per il lavoro dell'avvocato Ferdinando Albisinni è stata poi espressa da Paolo De Carolis, presidente del CNO.

“Viene così evitato – sottolineano alla Coldiretti - il versamento del contributo per il riciclaggio che si sarebbe tradotto in una tassa ingiustificata sui consumi familiari di olio alimentare con effetti negativi sugli acquisti, soprattutto di extravergine che è il preferito dagli italiani, anche a danno degli imprenditori agricoli. A differenza degli oli industriali o di quelli delle automobili, gli oli vegetali destinati all’alimentazione vengono normalmente utilizzati come condimento o come ingrediente di particolari ricette per essere consumati e non generano quindi rifiuti da riciclare con l’unica eccezione di una minima parte destinata alla frittura soprattutto nella ristorazione”.




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