|
|
 |
Il settimanale tedesco Stern, nel suo numero 26, uscito a metà Giugno, pubblica un lungo articolo corredato di foto, tabelle e box dal titolo Kratzen im Halt nel quale illustra i risultati delle analisi sensoriali effettuati su 19 campioni di Olio Extra Vergine Italiano acquistati in diversi supermercati in Germania.
Il titolo, in riferimento ai contenuti del testo, potrebbe essere tradotto Pizzicore in gola. Larticolo viene presentato come una corrispondenza da Firenze Post aus Florenz e nel corposo sunto di cinque righe viene condensato il senso dellarticolo: Wir lieben Italien, die italiener, ihr Essen und
Noi amiamo lItalia, gli Italiani, il loro mangiare e il loro vino. E questo vale anche per lOlio dOliva, loro verde in bottiglia così fresco, così fruttato. O no? Certamente no, quando si debba prestare fede ad assaggiatori riconosciuti dallo Stato che in Toscana hanno assaggiato per Stern 19 oli doliva della categoria superiore Extra Vergine.
Larticolo, firmato da Bert Gamberschlag, spiega che lindagine è stata effettuata in collaborazione con ZDF (network televisivo), con Merum, periodico di enologia e con Slow Food Magazine.
In cinque pagine largomento Extra Vergine viene affrontato da prospettive diverse a cominciare dal fatto che il consumatore crede che nella bottiglia il prodotto sia italiano mentre spesso il contenuto è una miscela di oli provenienti da Spagna, Grecia, Tunisia. Viene trattato anche il tema dei prezzi sottolineando lampiezza della forbice tra i più economici e i più cari e lasciando intendere che a volte un prezzo alto è solo un bluff.
Non mancano passaggi che evidenziano la valenza simbolica del vivere mediterraneo dellOlio ed il business che di tale valore aggiunto ne fanno i produttori italiani. Con un progressivo elenco di aspettative che ruotano intorno allExtra Vergine Italiano, aspettative alla fine disattese, larticolista si chiede che sapore abbia per un italiano lExtra Vergine Italiano acquistato in Germania.
Con questa provocatoria domanda, anticipata da una serie di preallarmi ben calibrati, la risposta è veramente astuta: per sapere come giudica un italiano lOlio Italiano che arriva in Germania si comprano una ventina di bottiglie nei supermercati tedeschi, si portano in Toscana, la terra dellOlio per eccellenza e si incaricano assaggiatori ufficiali regolarmente iscritti negli elenchi nazionali di effettuare analisi sensoriali secondo i dettami delle normative europee.
Le prove sono state effettuate in due riprese: ad Aprile e a Maggio e questo perché (sostiene larticolista) i sorprendenti risultati della prima tornata erano tali da aver bisogno di verifiche.
Per sorprendenti si intendono i giudizi degli assaggiatori che solo per tre campioni su 19 hanno confermato lExtra Vergine, mentre per gli altri hanno assegnato valori come vergine o lampante con un numero, per questultima definizione, superiore ad un terzo dei campioni esaminati.
Quando tali sorprendenti risultati sono stati comunicati alle ditte interessate le risposte sono giunte, riferisce Stern, sia verbalmente sia per scritto ed il loro tono era: Non è possibile, I rivenditori debbono aver conservato male le bottiglie e lOlio si è guastato, Per noi era tutto a posto, Debbono essere intervenuti fattori esterni disonesti. Altri, aggiunge Stern, hanno presentato certificazioni di qualità rilasciate da enti autorizzati.
Il periodico tedesco, comunque, precisa nella didascalia di una foto che tutti gli oli esaminati, allanalisi chimica sono risultati sauber puliti anche se in un altro passaggio del testo sottolinea come gli assaggiatori quasi avessero ripugnanza di mettere in bocca alcuni campioni per il cattivo sentore che emanavano.
Il tutto, infine, è corredato da due tabelle che contengono tutti i riferimenti sia per le marche, sia per i giudizi espressi.

|