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LUNAPOL è ununione in crescita, pronta ad affrontare i nuovi impegni dettati dalla svolta della politica agricola comunitaria per il settore dellolio di oliva. Lo hanno confermato i dati e gli interventi dei soci alla 20esima Assemblea annuale tenutasi nei giorni scorsi a Cassino.
I soci sono infatti aumentati dallultima campagna olearia completata (2002/2003) da 146.000 a 160.000 e gli aiuti europei erogati sono cresciuti del 10%. Il bilancio è stato chiuso con un netto attivo di 150.900 euro rispetto ai +14.162 dello scorso anno ed anche per questo risultato, lassemblea ha deliberato la riconferma del consiglio di amministrazione. Inoltre, grazie ai finanziamenti europei pari a 1.046.200 euro, relativi al Reg.CE 1334/2002, ci sono ben 5 importanti progetti avviati: la progettazione e lapplicazione di sistemi di rintracciabilità; lindagine sulla percezione dei consumatori del prodotto venduto; il monitoraggio dellofferta disponibile, dei flussi e dei canali di commercializzazione dellolio; la ricerca dimpatto ambientale sulla capacità degli uliveti di assorbimento dellossido di carbonio con lUniversità degli Studi di Perugia; lo studio per la realizzazione di impianti mobili di imbottigliamento a vantaggio dei piccoli e medi produttori. Altre due ricerche scientifiche sono state concordate con lUniversità degli Studi di Udine per la realizzazione di nuovi metodi dindividuazione anti-frode degli oli deodorati negli extravergini e con lUniversità di Bari per la propagazione in vitro di cultivar di piante di olivo di rilevante interesse. Con un anticipo di 2 anni, lUnapol è riuscita poi a rendere operativo il nuovo Centro di Assistenza Agricola (CAA), di cui è socia fondatrice, che dall1 Novembre 2005 si occuperà degli aiuti al settore.
Oggi, è stato ribadito dai convenuti, lolivicoltore non può più limitarsi a produrre solamente. E necessario allargare la visione dinsieme e percorrere anche le altre strade, della qualità, della sicurezza, della tracciabilità, della ricerca, della promozione, della commercializzazione. Occorre cioè imparare a stare sul mercato e diventare sempre più impresa. Tanto più in questa fase di passaggio ha ricordato il presidente Giuseppe Ardito in cui lindicazione dellorigine in etichetta, per cui noi ci battiamo, non è ancora obbligatoria rendendo possibile far passare per italiani olii stranieri; ora che è ancora possibile acquistare nei paesi non produttori, per esempio negli Stati Uniti, oli spacciati per extravergini che contengono solo il 10% do olio di oliva.
Dalla nuova OCM Olio ha continuato Ardito - siamo riusciti ad ottenere una riforma elastica grazie alla possibilità di applicare laiuto unico aziendale fino ad un disaccoppiamento totale; presumibilmente lItalia opterà per un disaccoppiamento al 90%. Siamo inoltre riusciti a mantenere il budget nazionale per il settore di circa 720 milioni di euro, il 10% del quale servirà per i progetti triennali per la qualità che secondo lorientamento del Ministro Gianni Alemanno saranno gestiti dalle associazioni ed unioni di produttori. Restano le riserve sulletichettatura, sulla lotta alle sofisticazioni, sulla commercializzazione per cui non sono state definite in sede europea valide strategie di mercato che evitino agli olivicoltori di dover svendere o addirittura non vendere affatto il proprio prodotto.
Oltre al rinnovo delle cariche ed agli adempimenti statutari, lassemblea è stata occasione per porgere unofferta simbolica allAbbazia di Montecassino, a 60 anni dalla sua distruzione (dalla fondazione nel 577 d.C. la quarta e la più devastante) avvenuta alla fine della Seconda Guerra Mondiale, tra il 15 ed il 18 Febbraio 1944, durante gli scontri tra i corpi tedeschi in ritirata sulla Linea Gustav e le truppe alleate anglo-americane e neozelandesi provenienti da Anzio.
AllAbate di Montecassino, S.E.Mons.Bernardo dOnorio, sono stati offerti gli olii di tutte le 24 associazioni regionali quale dono di pace e speranza.

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