Anno 4 n. 75 - 8 Luglio 2004

OLIVICOLTORE UN PO’ IMPRENDITORE
Dovrà cambiare l’impegno dei produttori e l’Unapol si sente pronta per il futuro

L’UNAPOL è un’unione in crescita, pronta ad affrontare i nuovi impegni dettati dalla svolta della politica agricola comunitaria per il settore dell’olio di oliva. Lo hanno confermato i dati e gli interventi dei soci alla 20esima Assemblea annuale tenutasi nei giorni scorsi a Cassino.

I soci sono infatti aumentati dall’ultima campagna olearia completata (2002/2003) da 146.000 a 160.000 e gli aiuti europei erogati sono cresciuti del 10%. Il bilancio è stato chiuso con un netto attivo di 150.900 euro rispetto ai +14.162 dello scorso anno ed anche per questo risultato, l’assemblea ha deliberato la riconferma del consiglio di amministrazione. Inoltre, grazie ai finanziamenti europei pari a 1.046.200 euro, relativi al Reg.CE 1334/2002, ci sono ben 5 importanti progetti avviati: la progettazione e l’applicazione di sistemi di rintracciabilità; l’indagine sulla percezione dei consumatori del prodotto venduto; il monitoraggio dell’offerta disponibile, dei flussi e dei canali di commercializzazione dell’olio; la ricerca d’impatto ambientale sulla capacità degli uliveti di assorbimento dell’ossido di carbonio con l’Università degli Studi di Perugia; lo studio per la realizzazione di impianti mobili di imbottigliamento a vantaggio dei piccoli e medi produttori. Altre due ricerche scientifiche sono state concordate con l’Università degli Studi di Udine per la realizzazione di nuovi metodi d’individuazione anti-frode degli oli deodorati negli extravergini e con l’Università di Bari per la propagazione in vitro di cultivar di piante di olivo di rilevante interesse. Con un anticipo di 2 anni, l’Unapol è riuscita poi a rendere operativo il nuovo Centro di Assistenza Agricola (CAA), di cui è socia fondatrice, che dall’1 Novembre 2005 si occuperà degli aiuti al settore.

“Oggi, è stato ribadito dai convenuti, l’olivicoltore non può più limitarsi a produrre solamente. E’ necessario allargare la visione d’insieme e percorrere anche le altre strade, della qualità, della sicurezza, della tracciabilità, della ricerca, della promozione, della commercializzazione. Occorre cioè imparare a stare sul mercato e diventare sempre più impresa. Tanto più in questa fase di passaggio – ha ricordato il presidente Giuseppe Ardito – in cui l’indicazione dell’origine in etichetta, per cui noi ci battiamo, non è ancora obbligatoria rendendo possibile far passare per italiani olii stranieri; ora che è ancora possibile acquistare nei paesi non produttori, per esempio negli Stati Uniti, oli spacciati per extravergini che contengono solo il 10% do olio di oliva”.

“Dalla nuova OCM Olio – ha continuato Ardito - siamo riusciti ad ottenere una riforma elastica grazie alla possibilità di applicare l’aiuto unico aziendale fino ad un disaccoppiamento totale; presumibilmente l’Italia opterà per un disaccoppiamento al 90%. Siamo inoltre riusciti a mantenere il budget nazionale per il settore di circa 720 milioni di euro, il 10% del quale servirà per i progetti triennali per la qualità che secondo l’orientamento del Ministro Gianni Alemanno saranno gestiti dalle associazioni ed unioni di produttori. Restano le riserve sull’etichettatura, sulla lotta alle sofisticazioni, sulla commercializzazione per cui non sono state definite in sede europea valide strategie di mercato che evitino agli olivicoltori di dover svendere o addirittura non vendere affatto il proprio prodotto”.

Oltre al rinnovo delle cariche ed agli adempimenti statutari, l’assemblea è stata occasione per porgere un’offerta simbolica all’Abbazia di Montecassino, a 60 anni dalla sua distruzione (dalla fondazione nel 577 d.C. la quarta e la più devastante) avvenuta alla fine della Seconda Guerra Mondiale, tra il 15 ed il 18 Febbraio 1944, durante gli scontri tra i corpi tedeschi in ritirata sulla Linea Gustav e le truppe alleate anglo-americane e neozelandesi provenienti da Anzio.
All’Abate di Montecassino, S.E.Mons.Bernardo d’Onorio, sono stati offerti gli olii di tutte le 24 associazioni regionali quale dono di pace e speranza.




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