Anno 4 n. 72 - 27 Maggio 2004

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Tracciabilità
in difesa
del made
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Gli intenti
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WTO, Europa e Mercosur: occorrono concessioni controbilanciate

Confagricoltura non condivide l’apertura dell’Europa verso i cosiddetti Paesi dell’accordo Mercosur (il mercato dell’America Latina che fa riferimento a Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay) nell’ambito delle trattative internazionali per il rinnovamento del WTO relativo al commercio mondiale. “Ancora una volta l’Europa, invece di impostare una strategia difensiva ed accorta, sembra interessata a lanciarsi nel negoziato multilaterale WTO con nuove concessioni commerciali, sperando di raccogliere il consenso di chi a Cancùn non ha accettato il dialogo”. La Commissione ha presentato nei mesi scorsi un’offerta negoziale che prevede un’area di libero scambio e la sostanziale liberalizzazione degli scambi tra i due gruppi di Paesi. In questi giorni ha poi fatto ufficialmente sapere di essere disponibile ad ulteriori aperture per quanto riguarda i prodotti più sensibili (mais, carni bovine, zucchero oltre ai cereali, il riso, l’ortofrutta, l’olio d’oliva e il vino.) con la riduzione dei diritti doganali e l’apertura di contingenti tariffari. “Già in passato – spiega Confagricoltura - con la riforma di medio termine della Pac, Bruxelles ha anticipato ai Paesi Terzi sostanziose concessioni; eppure a Cancùn tutto questo non è servito”.



Più fiducia nei vegetali

Sono il 53% del totale, i cittadini europei che considerano frutta e verdura fresche quali prodotti più sicuri tra quelli commercializzati nella UE mentre solo il 6% da la stessa fiducia agli hamburger. Sono alcuni dei dati raccolti nel rapporto della Commissione Europea La fiducia dei consumatori negli alimenti, orientato all’individuazione degli stili alimentari più sani basati sulla regola delle cinque porzioni al giorni di frutta e verdura. A completamento dei risultati, la Coldiretti ha divulgato le cifre riguardanti i comportamenti degli italiani. In Italia i consumi medi annui di frutta e verdura nel 2003 sono stati pari a 418 kg, un valore molto vicino al limite di 400 grammi a persona al giorno fissato dalla FAO e dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).




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